“I CAMPIONI NON DANNO IL BIS….” affermò Umberto Rocca

Questo il concetto espresso da Umberto Rocca nella primavera del 1972 su un campo di calcio ad un giovanotto di nome Lothar.

Celeste Catallo, di Purgatorio,Purgatorio moglie di Dario Rocca e mamma di Amerigo (quel signore che posteggia un camper con targa tedesca in prossimità del bar di Purgatorio ogni sette otto mesi… ), di Angelo, di Floriana e di Umberto, vive con i figli nei pressi di Norimberga e lavora presso la Puma, la multinazionale dell’abbigliamento sportivo, a Herzogenaurach. La Puma è la casa madre dell’Adidas, ed entrambe hanno gli stabilimenti principali proprio ad Herzogenaurach. Celeste ha per amica una collega di lavoro tedesca che ha un figlio di nome Lothar.

Questo giovanetto se la cava molto bene con il pallone, infatti gioca ufficialmente con la squadra giovanile della città, che essendo sponsorizzata dalla Puma, può reclutare i migliori giovani talenti tedeschi. Ed anche Umberto muove benino i piedi.

Le amiche concordano di far uscire insieme i rispettivi figli, Umberto e Lothar, per tirar calci ed allenarsi. All’appuntamento la prima provocazione: Umberto si presenta con la tuta neroazzurra dell’Inter. Chi ha una certa età sa che solo qualche mese è passato dall’epico scontro Inter – Borussia Mönchengladbach. Una vicenda che gridava vendetta per i tedeschi perché si trattava della partita annullata per la famosa lattina di birra, lanciata dai tifosi tedeschi contro il centravanti dell’Inter Boninsegna che si apprestava ad una rimessa laterale. I tedeschi avevano poi inutilmente vinto quella partita per sette a uno.

Alla ripetizione l’Inter eliminò il Borussia ed arrivò alla finale di Coppa dei Campioni. Per Lothar dunque i colori neroazzurri erano come rosso per i tori. Tuttavia i ragazzi raggiunsero il campo e decidono di iniziare a tirare dei calci di punizione. Umberto tirò per primo.

Meraviglioso….perfetto, parabola dolce e tesa, incrocio dei pali e rete. Il Lothar rimase colpito e subito disse “Tirane un altro”. Prontamente e saggiamente il prode Umberto rifiutò dicendo “ E bravo, così tu impari…i campioni non danno il bis….”.

Quel giovane Lothar era Lothar MATTHAEUS, unico pallone d’oro tedesco e tra i più grandi calciatori europei del novecento.

Successivamente, ironia del destino, Lothar Matthaeus, che nell’adolescenza ad Herzogenaurach aveva frequentato e mangiato spaghetti in casa Rocca, sarà ingaggiato proprio dall’Inter con cui vincerà uno scudetto nell’89, una supercoppa italiana ed una Coppa Uefa europea. Ma quella volta dovette subire la deliziosa punizione di Umberto……

 Il pallone resterà sempre una passione per Umberto anche in età adulta: dirigente/giocatore in squadre locali, ed organizzatore di tornei ad uno dei quali partecipò, qualche anno fa, anche una squadra casalvierana.

Squadra di Tittarocca 

 

Da six in alto Fabio, Attilio, Luca, Genesio, Orazio, Umberto, accosciati Danilo, Emanuele, Pasquale e Gianni. Le cronache raccontano che la spedizione terminò la sua avventura con una vittoria, un pareggio ed una sconfitta.

 

 Umberto Rocca ha solo dodici anni, quando nei primi anni settanta, insieme ai fratelli segue i genitori Dario e CELESTE in Germania. Esattamente ad Erlangen. dove ancora vive. E’ un bambino mite, di vivace intelligenza e di molteplici interessi. La vivacità intellettiva lo porterà ad innamorarsi degli scacchi, disciplina in cui sarà ripetutamente campione regionale. Nella vita professionale Umberto prenderà la laurea in Ingegneria Meccanica, e subito dopo sarà assunto dalla SCHAEFFLER , la multinazionale tedesca di Norimberga leader mondiale nella produzione di cuscinetti a sfera dove ancora lavora. Se digitate Umberto Rocca risulterà ufficialmente “ ingegnere inventore”.

Titolare, da solo e con colleghi, di diversi brevetti i cui diritti sono di proprietà dell’azienda. Umberto è ampiamente soddisfatto del suo lavoro e della sua condizioe in Germania, e non potrebbe essere altrimenti.

Un articolo di giornale locale su una delle premiazioni di Umberto

 

Tuttavia, sebbene, essendo andato via molto piccolo, non sia molto ampia la rete dei suoi amici di Casalvieri, porta sempre nel cuore il nostro paese.

Consegna del riconoscimento

 

Ai 25 di dipendenza dell’azienda la Sig.ra Schaeffler in persona consegna i riconoscimenti . La signora sembra sia la persona più ricca di Germania, ma come dice Umberto “ma sempre umile e con i piedi per terra”.

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