Sessantotto anni è durato il lunghissimo esilio di Giuseppe (Joe) Di Rezze.  Andò via con la famiglia nel 1950, aveva 9 anni.

A settembre in un tour europeo, voluto decisamente dalla moglie Sharon, erano previsti dei giorni a Roma. Uno è stato dedicato, sempre su insistenza di Sharon, a rintracciare le sue origini in Casalvieri. Non sappiamo per quali motivi la famiglia Di Rezze abbia interrotto i suoi rapporti con la terra d’origine, ma certamente il rientro a Casalvieri non deve essere stato agevole per Joe, aveva pochissimi riferimenti nella memoria: qualche nebbioso ricordo sulla collocazione della casa di famiglia. L’immagine più nitida era per una pianta di fico, dove bambino s’arrampicava per coglierne i frutti. Sappiamo del resto che ricercare tracce del proprio passato dopo diversi decenni può essere una prova, una scommessa non sempre facile. Non è automatico che sia sempre piacevole, solo la retorica lo ritiene tale.   Andare via è sempre una frattura, quasi sempre dolorosa e ritornare le proprie tracce per molti è rinnovare quella frattura, i bimbi poi sono delle spugne nell’assimilare i sentimenti non tranquilli di una famiglia che decide di recidere una vecchia insopportabile vita ed iniziarne una nuova. Ecco perché spesso sono proprio i congiunti, indenni a quei ricordi difficili, a spingere per questo viaggio alla ricerca del proprio passato.

Abbiamo casualmente incontrato Joe, con la moglie Sharon ed una coppia di amici americani, su segnalazione di Massimo Benacquista tassista. Lo abbiamo accompagnato dal Sindaco che ha cordialmente salutato il gruppo facendo loro omaggio di gadget del millennio casalvierano. Lo abbiamo guidato nei luoghi dove abbiamo intuito fosse la casa paterna: Joe ha potuto fotografarsi sotto le mura della vecchia casa e ritornare sul luogo dove un nuovo fico era nato dal vecchio, ha incontrato dei lontani sconosciuti parenti che vivono in zona. Riflessione: non sarebbe una brutta idea se le istituzioni comunali della Valle tentassero di istituire, attraverso una struttura deputata, una modalità di accoglienza per questo tipo di emigrati alla ricerca delle proprie origini, sarebbe un’ottima ospitalità istituzionale, poco “costosa”, gravida solo di buone cose e di sentimenti di memoria. Noi abbiamo, come doveroso, dato un segno della ospitalità della Valle, e forse abbiamo conquistato dei turisti di ritorno anche per il prossimo anno.

Valcomino Senza Confini

La famiglia prima della partenza

Nel 1950 la famiglia di Joe, la madre, il fratello Mario (11 anni), Joe (9 anni) e Maria (2 anni) salì sulla nave VULCANIA per gli Stati Uniti e arrivò a Ellis Island due settimane dopo.

Il passaporto di Fiorina

Registrazione dell'arrivo ad Ellis Island

All'arrivo sono rimasti con i nonni materni a Newark, nel New Jersey, per circa 2 mesi. Da Newark si trasferirono a Windsor, nell'Ontario, in Canada, dove Joe completò gli studi liceali - laureandosi nel 1958. Ha giocato a hockey da ragazzo. Mentre vivevano in Canada sono nate le sue due sorelle più piccole (Lana e Olga). La sua famiglia era dunque composta da sua madre Fiorina di Rezze, dal padre Onorio Onorato di Rezze, dal fratello Mario e dalle sorelle  Maria, Lana e Olga.         

Fiorina con i suoi cinque figli in America nel 1956

Nel 1960 la famiglia si trasferì a Dearborn, Michigan, negli Stati Uniti. Sino ad oggi tutta la famiglia è rimasta a Dearborn, e nelle aree suburbane circostanti, vivendo tutta nel raggio di una trentina di kilometri.  Joe è stato assunto dalla Chrysler Corporation  come designer ed ingegnere meccanico. Nonostante lavorasse ha continuato a formarsi e a specializzarsi, conseguendo una laurea presso Lawrence Technological Institute. Negli ultimi anni di lavoro tramite una società gestiva anche una floridissima concessionaria FORD, si parla di una vendita mensile di quattrocento vetture!!!  

Joe e Sharon

Il figlio Anthony e i nipoti Massimo e Matteo

Joe con le sorelle Lana e Maria

La sorelle Olga con il marito

Sharon con un'amica

Con i cugini canadesi

Piu di quarantanni fa Joe e Sharon si sposarono, e  Sharon, che era figlia unica,  trovò nelle cognate quelle sorelle che non aveva avuto, dal figlio Anthony hanno avuto due splendidi nipoti, Massimo e Matteo. Sharon è stata insegnante e direttrice scolastica per 36 anni. Ora, anche lei in pensione, ama leggere e spingere il marito ai viaggi..   Joe pratica il golf, ama fare qualche crociera e brevi viaggi invernali. Suo fratello maggiore Mario, ora deceduto,  era un lavoratore autonomo e possedeva Marvel Tool & Engineering.  La vedova  rimane parte integrante della famiglia.  Lana è in pensione dalla Ford Motor Company e ha due figli. Olga ha un figlio e 2 figlie, Joe da parte sua è sempre in contatto con i cugini in Canada, anche loro nati a Frosinone.

Nei pressi dell'antica casa paterna a Casalvieri

Ricevuti dal Sindaco Franco Moscone

Davanti al Municipio

Joe con il documento del millennio di Casalvieri

Ci sono voluti molti anni per Sharon per convincerlo  a tornare in Italia e ora che ha fatto quel viaggio e ha conosciuto tante persone  e ritrovato lontani parenti  spera proprio poter ritornare ancora, ma stavolta per stare più tempo nei luoghi delle sue origini

By Sharon Di Rezze

 

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