Se vi accingete a leggere la terza parte del mio racconto-verità, lasciate che vi accompagni con qualche richiamo alle prime due parti. Siamo nel bel mezzo della “grande emigrazione” verso il Nuovo Mondo, tra 1800 e 1900, e da Alvito partono centinaia di uomini, spesso seguiti da donne e bambini. Sono per lo più braccianti agricoli, che cercano lavoro, condizioni di vita migliori, un futuro per i loro figli.

 

 

Era emozionata Susan Bianchi Lewis, residente negli Sati Uniti, quando il Sindaco Valente l’ha ricevuta per porgerle  il benvenuto suo e della comunità di Atina. Susan non era più tra estranei, ma era accolta dalle braccia della città dove suo padre nacque più di un secolo fa, e che per tutta la vita non aveva avuto occasione di conoscere.

di Minerva Vitti Rodríguez

L’arrivo

Arrivare a casa dei miei bisnonni a Grotte dell'Acqua è stato come entrare in una dimensione sconosciuta, un viaggio nel tempo e nello spazio, in quella casa ristrutturata da mio zio, ora sospesa, senza più quella energia dei primi anni del secondo dopoguerra, in cui dozzine di persone dormivano stretti sul pavimento perché non avevano altro posto dove andare.

Oggi ad Alvito nuovo slancio per un progetto di accoglienza e di ospitalità della Valle verso i nostri concittadini nel mondo. In realtà molto spesso, dopo diverse generazioni, si tratta di cittadini stranieri, con origini nella Valcomino.  Un’origine con la sua precisa quota di “GENIUS LOCI…”.

Elissa Montanti è nata a Staten Island, una circoscrizione della città di New York. Ha lavorato come tecnico di laboratorio presso l’Ospedale di Staten Island, nello stesso tempo si interessava di musica, pittura e poesia. 

La scomparsa della madre e della nonna è stata molto traumatica per lei, ma ha superato lo smarrimento dedicando le sue energie alle vittime più strazianti delle “moderne guerre”, i bambini.

di Maria Iacobone

OLTRE LA SPERANZA (seconda parte)

Il bastimento su cui viaggiano Giovanna trentaquattrenne e i suoi due figli Cesidio e Domenico, di 9 e 7 anni, si chiama Chateau Yquem e salpa da Napoli i primi di maggio del 1899.

Antonio  insegue ed ama Benedetta. Entrambi vivono nelle campagne di Casalvieri. Nasce una bimba che sarà chiamata Gelsomina. Prima che la bimba venga al mondo Antonio parte per l’America. Promette e giura che presto porterà Benedetta con sé. La dura vita nei campi, gli sguardi ambigui di condanna sociale del vicinato, la custodia dei vecchi genitori  rendono spasmodica in Benedetta l’attesa che la promessa si  realizzi. 

Era sul punto di chiamarsi Anastasia, quasi a presagire un destino. Poi, su desiderio materno fu chiamata Alana, il femminile di Alan o di Alain.   Il suo significato è “Attraente”. Ed Alana, che attraversa il passaggio che dall’adolescenza porta alla giovinezza, è realmente attraente con la sua movenza di cammino: non calpesta ma sfiora, accarezza la superficie, il pavimento.

 

(…) “Mamma, non hai dei brutti presentimenti? Non ti fa paura, andare in un posto che non conosci?”. Gli occhi della mamma si fecero pensosi ma dolci. “Paura? Un poco. Ma poco. Non voglio pensare, preferisco aspettare. Quel che ci sarà da fare lo farò”… “Ma come credi che sarà la vita, laggiù? Non credi che potrebbe anche essere meno bella di quel che ci aspettiamo?” “No, ” rispose la donna prontamente. “Non credo. Ma non bisogna pensarci. Vedremo quando saremo là.”(…)

FURORE, John Steinbeck, 1939

Uno degli aspetti  più stimolanti in quest’attività di ricerca tra i nostri connazionali all’estero è l’opportunità di conoscere personaggi  sorprendenti.  Questa volta ci riferiamo a Marco Capoccia da Alvito. Un giovanotto di poco più di quaranta’anni che una ventina di anni fa decise di cercare migliori opportunità di vita negli Stati Uniti.

Sessantotto anni è durato il lunghissimo esilio di Giuseppe (Joe) Di Rezze.  Andò via con la famiglia nel 1950, aveva 9 anni.

Le curiosità della Valcomino non finiscono mai: presso una cantina di Posta Fibreno le bottiglie di vino se ne stanno placidamente coricate su spalliere…  per alleviare la loro stanchezza ogni tanto il cantiniere cambia posizione… mentre le gabbiette stringono i tappi spinti dalla pressione dell’anidride carbonica...  Come mai questa cura per il vino se Posta Fibreno è conosciuta per l’acqua???

Dall’alto ronza  un drone con una telecamera. Dietro la telecamera c’è l’occhio di Philippe Brolet e davanti alla lente c’è sempre Brolet … la sua vita divaricata con un piede in Belgio, e un piede in  Atina.

 

 

Paul Forte è un personaggio singolare: figlio di un Forte di Monforte (Mortale) di Casalattico e di una signora toscana, all’età di cinquant’anni divide il suo tempo tra Brighton, Pisa, città di provenienza della madre, dove ora risiede e lavora, e Monforte di Casalattico, per fedeltà paterna. Parla un perfetto italiano, con quell’accento anglosassone bleso e sofisticato. Riservato e sagace con toni da aristocratico inglese, amalgamati con i cromosomi italiani della disponibilità e della bonomia.

Il soffione, umile ma prezioso, è una intrigante rappresentazione di Jennifer Visocchi. La leggerezza è sovrapponibile alla leggiadria della danza classica. Il gioco del soffio, come le leggende tramandano, è il miglior auspicio per la realizzazione dei sogni. Infine la dispersione dei semi rappresenta le diverse traiettorie che le migrazioni umane realizzano e di cui Jennifer, attraverso nonno Amedeo Visocchi, è erede.

Nelle settimane scorse a Purgatorio di Casalvieri è scomparsa Maria Angela Rocca. Aveva 95 anni. Una donna bella, forte, ricca  di dignità e di amor proprio. Il suo nome è legato ad un toccante episodio che la famiglia ci ha autorizzato a ricordare.

Nell’anno della neve (1956), diciassettenne, fece domanda di arruolamento nella Marina Militare dove avrebbe voluto frequentare il corso sommozzatori, con specializzazione nei gruppi “guastatori”. Fu ammesso alla scuola di Taranto.

Storicamente, universalmente e in ogni tempo, tutti i migranti sono portatori della loro cultura nel paese dove si trasferiscono. Per una specie di legge fisica rappresentano e trasmettono i loro modelli culturali. Talvolta alcuni di questi modelli si affermano e si diffondono, altre volte non hanno successo e piano piano scompaiono. E’ uno scambio di costumi ed abitudini nell’ordine delle cose, naturale, normale.

“Ricordate sempre che tutti noi discendiamo da immigrati”, queste parole di Franklin Delano Roosevelt spingono a riflettere sulla sorte di moltissimi nostri conterranei. Una di queste sorti ha inizio a Vicalvi.. 

di Joseph Pagnani

Leandro Colella nato in una numerosa famiglia, umile ma generosa, nel centro storico del Paese, rivelò un gran senso di creatività, d’ingegno, e di grande disponibilità con tutti.

Erano gli inizi degli anni ‘20, quando Leandro, poco più che quattordicenne con il suo fagotto di povere cose, lasciò il suo borgo natale per avviarsi verso gli orizzonti nuovi e sconosciuti che la Francia gli prometteva, con tanti rimpianti e ricordi.

Niente più del Tempo, niente più del Fantasma che avvolge con il suo mantello la condizione umana e la natura ha concentrato, attirato, provocato le riflessioni, le amarezze, le paure, le attese, le speranze, le rassegnazioni, le frette, le satire, le accuse dell’umanità stessa. Niente come il tempo condanna e assolve.        

STEPHEN HAWKING

Gary Vitti, Capo della Preparazione Atletica dei Los Angeles Lakers, da poco in pensione, è una leggenda negli Stati Uniti e nel Mondo. Su Google lo scoprirete ritratto assieme ai più grandi giocatori Nba di tutti i tempi, da Kobe Bryant a Magic Johnson, da Kareem Abdul Jabbar a Byron Scott, da Shaquille O’Neal a Pat Riley

Sorseggio un caffe in compagnia di Cesidio Di Ciacca, nelle prime ore di un pomeriggio di ottobre. Ci scambiamo pensieri sulle possibilità di sviluppo della Valle, entrambi convinti che ci sono risorse da valorizzare per fare un sistema virtuoso capace di riavviare l'economia del nostro territorio. Cesidio mi dice ”Sai c'è' una cosa che andrebbe riscoperta, la diaspora”.

Lo scorso anno quel “bollente” produttore di parole, immagini ed idee, che è Alfonso Tamburrini di Atina ci racconto’ che mentre assisteva, dal divano di casa sua, ad una puntata di un reality show “Cake boss”, gestito sul canale di Real Time, su Sky, udì il nome Luigi Del Bianco. In verità sono due le storie che si incrociano: quella di Luigi del Bianco e quella di Buddy Valastro, Il Boss delle Torte. Ci soffermiamo sulla prima, successivamente ci dedicheremo alla seconda, altrettanto intrigante.

Non conosciamo personalmente Giuseppe Cocozza, ma da quanto si racconta e si legge deve essere uno di quei sorprendenti personaggi in grado di sovvertire decisamente la sorte: una sorte che i luoghi della nascita gli avevano assegnato in modo abbastanza definito e prevedibile. Nascere in una famiglia di contadini di San Biagio sul finire degli anni trenta, con nonni che già conoscevano le strade dell’Europa come suonatori girovaghi, implica un percorso futuro abbastanza difficile.

Christophe Rocca è un ragazzone scanzonato, pieno di vita e buono, ma con i piedi per terra. Come suggerisce il nome, è nato in Francia dove viveva la sua famiglia.

La questione dell’identità in Dominic Marsella da Belfast     

Siamo nel 1953, a Casalvieri. Da alcuni anni Gelsomina ha raggiunto il suo Giovanni a Villejuif, in Francia, dove vive e lavora già da diverso tempo. 

Di SILVANA CEDRONE

L'ispirazione e l'idea di scrivere la storia di Francesco, mio nonno, hanno avuto forte impulso dall'elezione di Papa Jorge Bergoglio: Papa Francesco. Ascoltare la sua voce chiara, calma, suadente e con un forte accento argentino ha riportato alla mia mente la pronuncia di nonno Francesco, nonno materno.

Non tutti tornano. Alcuni vanno e si perdono, forse dimenticano oppure non sanno.

È la nostra storia di Carolina Carlesimo e indirettamente del padre Onorio Carlesimo che verso il 1860 lasciò Casalvieri per avvicinarsi a Roma o meglio Velletri dove visse e morì.